Robert Caruso |
TRADUZIONI
from "I CANTI DEL CUORE" ("Songs of the heart", prose
poems)
Io canto la morte della mia giovinezza...
Io canto la morte della mia giovinezza. Felice chi può cantarla a
suo tempo, quando divennero canuti i suoi capelli, e l'età gli addita
la tomba della vita! Lasciate che io pianga i miei sogni e le mie speranze.
Piove la rugiada dal cielo sul fiore che ebbe un solo giorno di vita, e
chi non avrà una lacrima per la creatura animata? A venti anni, io
canto la morte della mia giovinezza.
Tre grandi epoche segnarono il cammino della mia vita. Bella è la
vita rallegrata dal sorriso della speranza, soave è la voce dell'amore
negli anni della giovinezza. Io rammemoro il tempio della foresta, i colli
di Valnera, e gli occhi di Malvina. Ancora io sogno le emozioni di questo
passato. Altro non è la vita che un sogno, oh lasciatemi dunque sognare.
Dove mi trasporti o incanto misterioso della fantasia? Io riveggo le antiche
muraglie del tempio della foresta: inni ardenti di fede, canzoni d'amore
echeggiate sotto le sue volte, di voi non mi è rimasto che una memoria.
Nelle tenebre della notte si versano le lacrime della natura: nel segreto
della mia anima, io piango gli anni felici della mia giovinezza.
Oh ripide colline della mia valle! Oh consolanti reminiscenze della mia
giovine vita! intendo la voce misteriosa delle vostre memorie. Agile cacciatore
della montagna, chi potea togliermi la mia felicità? Ohimè!
io non avea per anco conosciuto l'amore. Oh lasciate che tornino al mio
cuore queste memorie. Soave è il pensiero della felicità negli
anni dela sventura. Io sogno l'esistenza di quindici anni... oh lasciate,
lasciate dunque che io sogni.
Più dolce del canto dell'usignuolo, più ardente dell'occhio
della gazella, erano la tua voce e le tue pupille, o Malvina. Oh perchè
non mi affatico io a dimenticarle? Cento notti trascorsero dall'ora della
nostra separazione. Io benedico la notte, perocchè dessa sia compagna
della mia solitudine. Sola conobbe la nostra felicità, sola conosce
la nostra sventura; splende il patetico raggio della luna, anche sull'infelice...
Volgono ora nella mia anima tristi pensieri di morte, abbandonarmi al mio
dolore... una morte io debbo piangere, ed è quella della mia giovinezza.
Come trascorrono le acque del fiume sotto la superficie gelata, così
passano ignorati fra le mie lacrime, e velati da un sorriso menzognero i
giorni della mia vita; il mio destino li ha numerati e il mio destino è
governato dall'amore. E perchè dovrò io vivere senza di esso?...
Voi non tornerete, o tiepide primavere, che per gli amanti felici... Cadono
appassiti i vostri fiori dalle mani di un giovine sventurato. Benedetto
il tempio, e le valli, e l'amore della mia fanciulla; essi passarono come
la mia felicità; ma chi potrà rapirmene la memoria? Essi verranno
meco nella tomba della mia giovinezza.